Università: 5 errori da non commettere per scegliere il giusto indirizzo

Università: 5 errori da non commettere per scegliere il giusto indirizzo

Il passaggio dalla scuola superiore al mondo dell’università risulta essere un momento particolarmente delicato nella vita di una futura matricola. Le dinamiche in gioco sono molte e le influenze esterne non mancano mai. Ma come scegliere il miglior indirizzo accademico? È più importante seguire le proprie propensioni naturali, idealizzazioni o bisogna analizzare il mercato del lavoro? La decisione non è mai semplice. Ci si trova a valutare se è più conveniente, in termini di opportunità lavorative, un corso di laurea triennale oppure magistrale. Ma ci si interroga anche sulle modalità di studio, se scegliere un ateneo che prevede la sola metodologia didattica tradizionale oppure è possibile virare verso corsi di laurea triennale telematica o anche magistrale come ad esempio l’Università telematica Niccolò Cusano. Con riguardo a quest’ultimo punto, la pandemia ha messo in evidenza l’importanza della didattica a distanza, una metodologia didattica che consente alle matricole di poter conciliare la vita privata con quella da studente.

5 errori da non commettere per scegliere il giusto indirizzo

Uno degli errori maggiormente commessi dalle future matricole riguarda l’influenza esterna nella scelta della facoltà.  Spesso lo studente subisce numerosi condizionamenti esterni, soprattutto dalla famiglia e dal contesto sociale di riferimento, queste dinamiche se non tagliate alla radice possono falsare la prospettiva futura della singola persona.

Decisamente simile al primo errore è l’idealizzazione in termini di prospettiva futura. In questo caso, l’errore non è indotto dal contesto sociale o domestico, ma l’immagine falsata di sé stessi e dell’università deriva dalle costanti influenze che il soggetto assorbe attraverso la tv, le serie tv e i film. Si costruisce un’idea che si discosta dalla realtà e ciò, inevitabilmente, inficia la possibilità di scegliere una determinata facoltà più rispondente alle proprie attitudini.

Un elemento fondamentale nella scelta del giusto indirizzo è la fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità. La scuola quale comunità educante deve adoperarsi, attraverso il personale docente, a far si che lo studente sviluppi al meglio quelle che sono le proprie propensioni circa lo studio di una determinata disciplina e ne scopra di nuove. Tuttavia, vi sono casi in cui a seguito di una valutazione falsata come l’effetto pigmalione o effetto alone, inducono il docente a proiettare sullo studente una valutazione non rispondente alla realtà e questo inevitabilmente crea negli studenti delle false convinzioni circa le proprie capacità scolastiche. Ad esempio, una valutazione cattiva in matematica può condurre lo studente ad escludere dal novero di indirizzi possibili tutte quelle facoltà che prevedono esami di matematica.

Un altro errore che ricorre nella scelta dell’indirizzo giusto è la mancata analisi del mercato del lavoro. Oggi più di ieri la scelta dell’università non può essere legata solo a quelle che sono le proprie passioni e sogni. A seguito, poi, della crisi economica che ha investito il mondo negli ultimi due anni, sempre più future matricole dovrebbero scegliere uno specifico indirizzo con riguardo a quelle che sono le effettive probabilità di inserimento nel mondo del lavoro. Senza un’analisi accurata il rischio è quello di ritrovarsi con un titolo di laurea non troppo spendibile.

Un ultimo errore commesso riguarda l’informazione circa la mancata o poca conoscenza dell’indirizzo e dell’università presso la quale lo studente vorrebbe iscriversi. Questa disinformazione falsa la scelta in quanto lo studente non ha una piena consapevolezza del percorso di studi che intende intraprendere. Per ovviare a questo problema sarebbe utile la sola partecipazione ai gruppi presenti sui diversi social. Il confronto diretto consente alla futura matricola di valutare tutte le variabili in gioco e investire in scelte consapevoli.

In conclusione, scegliere l’indirizzo richiede tanta pazienza, una buona dose di consapevolezza di sé e anche un po’ di fortuna.

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