Giarre e Riposto. Il filo diretto di un viaggio virtuale lungo la costa jonica

<strong>Giarre e Riposto</strong>. Il filo diretto di un viaggio virtuale lungo la costa jonica

Last updated on Maggio 30th, 2013 at 08:47 am

Giarre in Sicilia. Foto di Rosario Miceli

Il nostro viaggio virtuale prosegue, lungo la costa jonica. Dopo aver lasciato la Timpa, si arriva a Guardia Mangano, infine S. Leonardello e dunque a Giarre, a nord del mare.

La nascita di Giarre ha nel vescovo conte Nicola Maria Caracciolo il suo protagonista, che si trovò dinnanzi a un grosso problema per le terre della contea. Boschi, paludi, incursioni saracene non facevano altro che aggravare la situazione economica di questi 8 mila ettari di territorio. Così, il 5 ottobre 1558 il vescovo convocò nella chiesa di S. Maria degli Angeli a Mascali alcuni rappresentanti per offrire loro, attraverso lo strumento dell’enfiteusi, queste terre, ricche di acqua, prevalentemente in pianura ma infestate da boscaglia nociva e pericolosa.

Questa data segnò l’inizio del popolamento del territorio, anche perché le terre furono concesse a chi voleva stabilmente dimorare nel territorio. A quest’ultimi veniva anche donata la terra necessaria per la costruzione di un modesto alloggio. Acesi e messinesi investirono in queste terre i loro capitali e in un secolo i grandi possedimenti incolti furono trasformati in vigneti ricchi di vino e generosi di guadagni.

Il centro di Giarre è costituito da via Callipoli e via Archimede, oggi corso Italia. Sulle due vie si affacciano molti palazzi costruiti dalla ricca borghesia di fine Ottocento e inizi Novecento, in gran parte proveniente da Acireale. Nella piazza principale (piazza Duomo) si trova la chiesa Madre, splendida costruzione neoclassica dedicata a S. Isidoro Agricola. Il Duomo conserva un arazzo rosso con al centro un’aquila con una croce sul petto. Sull’arazzo si nota anche uno stemma dei Borboni e le iniziali C.G. (città di Giarre) e sette torri.

Altra chiesa in stile rococò siciliano è quella dell’Oratorio. Al suo interno una tela del ‘700 raffigurante S. Biagio e un dipinto dell’Angelo Raffaele che guida Tobiolo alla ricerca del pesce. Molto interessanti due cornici barocche a corpo imitante il marmo scuro e ornate. Una visita merita il santuario normanno del 1080-’81 nella frazione di S. Maria La Strada edificato da Ruggiero I dopo la vittoria contro i saraceni.

Il territorio di Giarre costituisce un patrimonio paesaggistico e naturale di grande valore. Dalla piazza principale si può ammirare, in tutta la sua imponenza, il vulcano. Nelle campagne filari di alberi secolari, terrazzamenti costruiti da generazioni in generazioni di lavoro, vigneti e frutteti che sembrano modellare le pendici dell’Etna, lo spettacolo offerto dalla varietà di colore delle numerose piante spontanee, le abitazioni rurali. Un insieme di sistemi insediativi (paesi, borghi, casolari sparsi) il cui valore è dato dalla spontanea armonia che l’insieme racchiude.

Da Giarre giù verso Riposto che, secondo accurati studi storici, deriva dalla vocazione commerciale della zona, che aveva fatto sorgere un luogo attrezzato quale deposito (per «riporre») per le botti e le merci da spedire via mare. La storia di Riposto ha avuto nel suo rapporto con il mare il principale fattore di sviluppo, anche se, dal punto di vista demografico, le sue fortune furono legate alla nascita e allo sviluppo della Contea di Mascali.
Negli anni ’60 si costruì il tratto di lungomare che va dalla chiesa Madonna della Lettera fino al molo foraneo, collegando direttamente Torre Archirafi a Fondachello.

Il rapporto col mare è sempre intenso. Riposto è cittadina popolata da pescatori e che ha riscoperto il turismo anche grazie al «Porto dell’Etna», un porto che funziona durante tutto l’anno e richiama imbarcazioni e yatch di vip, più o meno noti.

 

Foto di Rosario Miceli.

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