Castelvetrano. Comune e Provincia nelle aule giudiziarie l’una contro l’altra

<strong>Castelvetrano</strong>. Comune e Provincia nelle aule giudiziarie l’una contro l’altra

Last updated on Ottobre 1st, 2012 at 04:18 pm

Aula Giudiziaria

Due enti locali contro nelle aule giudiziarie per difendere ciascuno i propri interessi. Saranno quelli di Castelvetrano e della Provincia regionale di Trapani. E’ stato il primo a citare il secondo impugnando, davanti alla sezione distaccata di Castelvetrano del Tribunale di Marsala, una ordinanza di ingiunzione fattagli notificare dall’VIII Settore Territorio e ambiente, Riserve naturali, Protezione civile, Programmazione, Finanziamenti e Grandi eventi della Provincia che intima il pagamento di 21 mila euro.

La somma è il frutto di una sanzione elevata all’amministrazione comunale belicina in seguito a due verbali, uno del 2007 e uno del 2008, redatti dal Dipartimento provinciale dell’Arpa in applicazione dell’articolo 133, comma uno e due, del decreto legislativo n. 152 del 2006. Quest’ultimo detta norme in materia ambientale e all’articolo 133 recita che «chiunque, salvo il fatto non costituisca reato, nell’effettuare uno scarico superi i valori limite di emissioni fissate dallo Stato o dalle regioni o da altre autorità competenti è punito con una sanzione amministrativa che va da 3 mila a 30 mila euro. Se l’inosservanza dei valori limite riguarda scarichi recapitanti nelle aree di salvaguardia delle risorse idriche destinate al consumo umano oppure in corpi idrici posti nelle aree protette si applica la sanzione amministrativa non inferiore a 20 mila euro».
Il comma due del decreto legislativo stabilisce invece che «chiunque apra o effettui scarichi di acque reflue domestiche o da reti fognarie, servite o meno da impianti pubblici di depurazione o continui ad effettuare o mantenere tali scarichi dopo che l’autorizzazione è stata sospesa o revocata, è punito con la sanzione amministrativa che va da 6 mila a 60 mila euro».

L’esecutivo di Palazzo Pignatelli ritiene, dunque, che l’ingiunzione sia ingiusta e ha già deciso, perciò, che a proporre la relativa azione legale e a difendere il Comune davanti ai giudici sarà l’avvocato Francesco Vasile, uno dei legali che prestano servizio al Municipio. La delibera inerente al ricorso è stata votata all’unanimità durante la riunione di giunta dello scorso 24 febbraio a cui hanno preso parte il sindaco Pompeo e cinque assessori, mentre ne erano assenti altrettanti.

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