Gastronomia. Il gelato siciliano è arte ma il «must» resta la granita

<strong>Gastronomia</strong>. Il gelato siciliano è arte ma il «must» resta la granita

Last updated on Ottobre 3rd, 2012 at 12:36 pm

Granita Siciliana

I gelati in Sicilia hanno tradizione antica. Una volta, nelle famiglie patrizie, si conservava per la stagione estiva la neve dell’Etna in apposite “case neviere”, anfratti naturali in luoghi particolarmente freschi, per ripararla dal caldo e utilizzarla all’occorrenza nella preparazione di sorbetti e gelati. Fino ad oggi nessuna grande industria del Nord, con i suoi prodotti accuratamente studiati e confezionati, è riuscita a scalzare il posto che nelle scelte dei buongustai occupa il gelato artigianale, un vero e proprio vanto della pasticceria siciliana. Un vero e proprio fiore all’occhiello di molte aziende di casa nostra che hanno a buon diritto reso la pasticceria siciliana un’autentica eccellenza.

La qualità, i tipi, il gusto, le essenze, la manifattura dei gelati varia da una zona all’altra dell’isola, in una serrata e stimolante competizione fra una città e l’altra. A Palermo primeggiano i “pezzi duri”. Il gelato di melone rosso (anguria) con profumo di gelsomino, tipico del Festino di Santa Rosalia, quello di “scorzonera e cannella”, la cassata (da non confondere con la più famosa gemella, tradizionale torta pasquale), il coloratissimo “giardinetto” e financo il gelato di “riso e chantilly” di chiara origine francese. Durante la Belle Époque le gelaterie più famose, si trovavano lungo la passeggiata a mare del Foro Italico e spesso le signore consumavano il gelato all’interno delle loro eleganti carrozze, in sosta davanti al bar.
Nel Messinese spiccano le granite, di caffè e di limone, molto simili a quelle del Palermitano, per la loro consistenza granulosa, ma del tutto diverse dalle granite dei paesi del val di Noto, vera e propria specialità dolciaria della zona, assai più compatte e lavorate.

E cosa dire di quelle del Catanese, cremose, ammalianti con i loro sapori e gusti unici: da provare quelle alla mandorla, al pistacchio, ai gelsi, oltre ai più classici caffé, limone e cioccolato. Da gustare accompagnate dalla classica brioche, sono ormai diventate un vero e proprio «must» delle nostre estati.
Anche per i turisti la pasticceria siciliana è una «tappa imprescindibile» di ogni viaggio. E’ proprio per questo motivo dunque che concluse le suggestive passeggiate barocche ed esaurite le visite più culturali, sarà bene non abbandonare frettolosamente i luoghi, ma concedersi una breve sosta e rivolgere l’attenzione ad una successiva, piacevole scoperta: quella della illustre tradizione dolciaria siciliana.

Prima di chiudere una curiosità che merita davvero di essere ricordata. Nel più antico bar di Noto, a pochi passi dallo splendido Duomo restaurato, ci si potrà sedere ai tavoli all’aperto e, nell’imbarazzo della scelta, dedicare una punta di attenzione anche alla granita di pesca aromatizzata al basilico. Un’autentica bontà.

Scrivi un commento da Facebook

Lascia una risposta

Your email address will not be published.